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"Facciamo appello alle migliori risorse del paese per contribuire

tutti insieme alla costruzione di una società più moderna

e competitiva a beneficio di tutti

i portatori d'interesse"

 

 

Appello conclusivo dei lavori della Conferenza Programmatica

di Desenzano del Garda del 13 dicembre 2010.

*** Esortazione del Capo dello Stato sull'Impresa e sul Lavoro ***

*** Esortazione del Capo dello Stato sull'Impresa e sul Lavoro *** - FONDO NAZIONALE SVILUPPO

"È decisivo per l'avvenire del nostro Paese promuovere questo patrimonio di capacità umane che lega insieme le generazioni. L'Italia può avanzare, può esprimere ancor meglio le proprie qualità, può superare le debolezze, ma serve il contributo di tutti. L'unità del Paese non è soltanto un dovere: è ragione di forza e di sviluppo. Unità tra le generazioni, vicinanza tra il mondo del lavoro e la scuola: sono obiettivi a cui non si deve rinunciare.

Dopo una lunga crisi, in questi mesi abbiamo registrato dati incoraggianti di ripresa. Anche le principali istituzioni finanziarie internazionali hanno colto questi nostri segnali di maggior fiducia, che tocca ora a noi consolidare e rafforzare.

E' una sfida per chi fa impresa: abbiamo bisogno di imprenditori che mettano in campo nuovi progetti, sappiano scrutare un orizzonte più ampio, sappiano investire.

La ripresa rappresenta una sfida per tutte le istituzioni e per l'intera società, che continuerà ovviamente a esprimere, come è bene che sia, opinioni e interessi diversi, ma ha bisogno per la sua stessa coesione che tornino a crescere le eccellenze e che vengano colte le potenzialità dell'Italia.

La crisi ha prodotto ferite sociali, ha allargato la forbice delle diseguaglianze, soprattutto ha bruciato posti di lavoro.
Produrre ricchezza per il Paese significa saper produrre lavoro.

Il lavoro è il fondamento della Repubblica. Lo è ancora come settanta anni fa, quando i costituenti scrissero l'articolo 1 della nostra Costituzione. Non è soltanto il primo dei precetti della nostra Carta. E' elemento fondamentale che regge l'integrità della persona, l'uguaglianza nei diritti, il futuro di libertà dei nostri giovani. Certo, il lavoro è cambiato e cambierà ancora. Non dobbiamo avere paura dell'innovazione, anzi dobbiamo esserne artefici. Ma il lavoro resta il mastice di un corpo sociale, è il frutto, e insieme, il motore delle molteplici intelligenze, creatività, professionalità, che imprenditori e lavoratori, istituzioni e servizi, scuola e corpi intermedi sono capaci di esprimere. Non ci rassegniamo al lavoro che manca. Il lavoro da riconquistare è la priorità, a partire dal lavoro femminile e da quello per i giovani". 

Sergio Mattarella

 

 

 

  • 23/07/2016
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